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L’ orientamento Neuropsicofisiologico (N.P.F.)

By: | Tags: | Comments: 0 | aprile 29th, 2016

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“Realta’ Medica  2000”,  rivista medica dell’I.N.I.  N. 3 / 2004

L’approccio  Neuropsicofisiologico (N.P.F.) scaturisce dalla 

Teoria integrata degli emisferi cerebrali, del  prof. M. Trimarchi, (1982), fondatore e poi presidente del CEU, “Centro studi per l’Evoluzione Umana”

(per 26 anni).*

Tale Teoria integra i contributi provenienti dalle neuroscienze, in merito alla specializzazione dei due emisferi cerebrali, con le scienze del comportamento, mediate dalla Fisica dell’informazione.

L’EMISFERO SINISTRO (E.S.), dove si sviluppano  il linguaggio e la logica, risulta essere dominante nella  maggioranza delle persone, esso  elabora in modo veloce l’informazione e risponde in modo schematico con memorie e modelli appresi, che difende, cercando di prevalere e  tendendo verso  ciò che considera utile a sé. L’EMISFERO DESTRO (E.D.) elabora l’informazione in modo più lento ed obiettivo, aggiungendo tutto quello che di nuovo rileva, senza confrontarlo con le memorie, ma cercando un’armonia tra se stesso e l’ambiente, rispettando la verità oggettiva e cercando soluzioni flessibili e creative tramite l’intuizione, i sogni, le emozioni, il linguaggio non-verbale.

Per la nostra salute è necessaria una collaborazione tra i due emisferi , che spesso manca a causa dei processi di ‘lateralizzazione’, che per l’influsso dell’ambiente e dell’educazione, creano rinforzi che tendono a far esprimere maggiormente un’ emisfero sull’altro.

Ciò che si percepisce con l’E.D. dovrebbe essere tradotto in un linguaggio idoneo alla situazione e comunicato tramite l’E. S., cosa che spesso non accade in quanto la dominanza dell’E.S. produce spesso degli automatismi non collegati alla percezione reale, ma dominati da condizionamenti** e  da modelli.
Per converso la prevalenza dell’E. D., che non utilizza una strategia logico-razionale, ma opera attraverso l’uso di strategie  visuo-spaziali con una maggiore competenza legata al processamento delle emozioni, può creare difficoltà di adattamento all’ambiente sociale e di comunicazione con gli altri (specie se si tratta di persone dominanti a sinistra) nella gestione delle proprie emozioni, con conseguenze  che variano a seconda dei casi.

La consulenza psicologica ad orientamento  Neuropsicofisiogico consente, con un intervento psicoeducazionale, di ripristinare un equilibrio che fornisca una buona comunicazione e un’azione armonica  tra i due emisferi per l’espressione della coscienza e della consapevolezza di sé  tramite un processo di autodeterminazione.
La “parola” assume il ruolo di “farmaco elettivo” (Trimarchi M., 1991), poiché lo scambio di informazioni è uno scambio energetico (paradigma scientifico  E/M/I, cioè Energia = Materia = Informazione, Trimarchi M., Manzelli P., 1985, concetto che amplia  il principio della Fisica di Einstein, considerando lo scambio di informazione  come  scambio energetico).
Questo come base della ‘Fisica dell’informazione’, materia che applica la Fisica ai processi di scambio di informazione, anche a livello dei 5 sensi, visti come vie di passaggio (trasduzione) di energia da una forma all’altra, dando così anche alla parola, vista come energia del suono, modulata dal cervello, la dignità di ‘farmaco’, se consapevolmente usata per produrre adeguate  risposte cerebrali

Queste competenze consentono, dopo una approfondita anamnesi, di 1) individuare le cause dei processi psichici e neuropsicofisiologici in atto, 2) di trovare nessi chiari tra i  traumi e le problematiche attuali e 3) di attuare un intervento psicoeducazionale  che rispetti la fisiologia cerebrale, adeguandolo al profilo culturale ed evolutivo  della persona. Si produce in tal modo, un potenziamento della percezione della realtà, in senso obiettivo ed oggettivo e quindi si possono operare valutazioni e decisioni più efficaci.

Attivando i lobi frontali del cervello, dove ha sede la  progettualità, si  ripristina un equilibrio che si traduce in benessere, calma,  maggiore comunicazione tra gli emisferi cerebrali  e quindi energia fisiologica, fiducia in se stessi e  crescita personale.
Comprendendo i comportamenti altrui e le dinamiche della società questa visione integrata consente di capire il perché di tante ingiustizie e torti che fin dall’infanzia il bambino e poi l’adulto subiscono, per poter archiviare il passato e dedicarsi alla costruzione consapevole, nel presente, del proprio futuro.

Rispettando la dignità della persona la si stimola a far esprimere in sé quei valori universali e genetici dell’

‘Io genetico’, di dignità, come rispetto della vita in se stessi e negli altri, libertà interiore, senso di giustizia ed  amore, prima verso se stessi e poi gradualmente verso gli altri, al di fuori di modelli rigidi e dogmatici. Nasce e si sviluppa in tal modo l’ ‘Io cosciente’ dell’individuo, la coscienza, che, basandosi su questi valori universali e fisiologici, consente gradualmente di controllare e superare ansie e condizionamenti. Questo per poter sempre poi valutare ed elaborare e decidere sulle azioni da compiere e non cadere continuamente in automatismi e modelli non consoni alla realtà oggettiva e non idonei a trovare soluzioni creative, utili e giuste alla risoluzione degli specifici problemi che quella specifica persona, con la sua storia e la sua genetica, deve affrontare o gestire.

Tutto questo senza che l’eccesso di ansia, di stress e la depressione, ecc., o le difese a questi stati, ne riducano efficienza e fiducia nei suoi mezzi e possibilità di riuscita.

 

NOTE: * ora presidente ISN, INTERNATIONAL  SOCIETY  OF NEUROPSYCHOPHYSIOLOGY, Roma

* Il condizionamento  è stato molto studiato e applicato all’uomo si può estendere  a tutti i comportamenti ripetitivi.
In pratica se si uniscono due stimoli tra loro, uno significativo e uno esterno, ma concomitante, e se questo è ripetuto più volte con effetti gratificanti o negativi,  avviene che al presentarsi di questo secondo stimolo si abbia nel cervello una risposta simile a quella dello stimolo fisiologico.
Ad esempio  se si  è avuta  l’ansia andando a scuola per molto tempo, si tenderà ad averla ogni volta che uno stimolo simile (un edificio che è simile) entra in contatto colla persona e se per calmarla la persona mangiava qualcosa in seguito tenderà ad usare lo stesso sistema anche quando ciò dà dei problemi di salute.

**Tecniche di  ‘brain  imaging’  ( ‘neuroimaging’)**

L’applicazione di tecniche neuro – radiologiche recenti,

‘brain imaging’  sempre più sofisticate, ha permesso di conoscere meglio la fisiologia cerebreale e del sistema nervoso e le anomalie cerebrali causa  di vari disturbi mentali. In molti casi si è potuto ipotizzare o evidenziare  i correlati anatomici  e   funzionali dell’attività mentale con questi metodi di visualizzazione computerizzata del cervello, dando così basi scientificamente fondate alle teorie psicologiche e neuropsicologiche.

Principali tecniche  di  ‘brain  imaging’:

EEG , elettroencefalogramma computerizzato; TAC , tomografia assiale computerizzata; RMN, risonanza magnetica nucleare, SPECT, PET, ecc.
www.bhc.it

bibliografia

 

  1. Trimarchi, Teoria della lateralizzazione degli emisferi cerebrali, Cervello e integrazione delle scienze ed. Adeceu, 1982
  2. Aurigemma,“Tecniche di Brain Imaging,”

“Realta’  medica  2000”-  ed. Gruppo Faroni – I.N.I. lug. 2004