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L’ autenticità, il punto di vista della Psicologia Integrata

By: | Tags: | Comments: 0 | Ottobre 12th, 2021

Contributo al libro Autenticità autori vari, a cura Stefania Aurigemma Pensa ed. 2021

dr. Ciro Aurigemma, psicologo clinico e docente di Psicologia generale e integrata, presso Accademia Quantica, a Roma www.psicologociroaurigemma.it

In Psicologia si parla di autenticità, in particolare da parte di Carl Rogers, uno dei principali esponenti della Psicoterapia Umanistica e del Counseling. Nella sua proposta di psicologia umanistica, chiamata Terapia centrata sul cliente, Carl Rogers parla di empatia, di comprensione e di autenticità del terapeuta nei confronti del cliente, come condizione essenziale per la buona riuscita del colloquio clinico e del percorso terapeutico. Autenticità è per lui il contatto interno con la propria esperienza, la spontaneità e la trasparenza, anche se in questo caso nell’interesse del cliente e non di un suo bisogno personale.
Ho chiamato Psicologia integrata, l’integrazione tra la psicologia classica a un approccio più ampio mente- corpo- spirito, che è stato definito Psicologia olistica e transpersonale e che ho proposto di chiamare Psicologia integrata, per evitare che la parola olistico, ormai inflazionata, venga associata a qualcosa di poco scientifico. Per Psicologia integrata intendo quindi una psicologia che tenga conto anche degli apporti di nuove conoscenze, di nuove tecniche, oltre quelle della psicologia e della medicina tradizionali, ma che vengano ben comprese scientificamente, ben utilizzate e ben integrate appunto tra di loro, evitando che qualcosa, solo perché è nuovo, venga preferito o venga giustapposto in modo casuale o arbitrario. Quindi chiarito questo mio approccio, entro nel merito di che cosa intendo per autenticità e perché è così importante svilupparla sia da parte dello psicologo clinico che da parte della persona che completa un percorso psicologico. Se lo psicologo non fosse autentico comunicherebbe a livello verbale un’informazione e a livello non verbale un’altra informazione. Questo è disfunzionale, in quanto la persona ha già subito cose del genere nella sua famiglia di origine e a scuola più volte. Subendo quindi quello che è stato studiato dalla psicologia della comunicazione e dalla Psicologia sistemico-relazionale, chiamato ‘doppio legame’, creando un conflitto interno nel bambino, che non è autonomo, ma deve continuare a rimanere con i suoi genitori. Invece attraverso il rapporto terapeutico autentico, in un setting protetto, finalmente la persona può esprimersi liberamente, essere compreso veramente e sviluppare gradualmente anche la propria autenticità. Come possiamo aiutarlo?….

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